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Un posto tutto tuo

26 ago

L’estate è un periodo strano, imparerai a conoscerla. Magari la odierai o forse la amerai ogni anno per poi rinnegarla a settembre, proprio come accade con gli amori estivi. Con tuo padre trascorriamo spesso il mese di agosto in Toscana, regione cara ad entrambi per motivi diversi, e sicuramente ti porteremo con noi a giocare sulla spiaggia sin dal tuo primo anno di vita. Mi piacerebbe però che poi trovassi il tuo posto, quello in cui sai di poter essere felice. Non parlo della città in cui vivrai (sperando sia la stessa in cui vivo io), ma di quella che un giorno scoprirai e nella quale vorrai trascorrere almeno una settimana l’anno, se possibile anche un mese. Quello sarà il tuo posto. Tutti lo abbiamo, anche se non ce ne accorgiamo: per quanto si possa essere dei viaggiatori ognuno di noi ha bisogno di un luogo dove potersi fermare per un po’. Fermati dove vuoi, ma non fermarti mai.

Metti un neonato al mare (Il diario di Coso)

24 ago

Cosa ho imparato quest’estate?

- Viaggiare in auto è molto comodo e poi mia mamma si fa piccola, piccola, e riesce a finire dentro uno specchio pur di sorvegliarmi. Ma io tanto dormo.

- Affondare le mani nella sabbia asciutta è bellissimo. (L’avrei assaggiata volentieri se mia madre non mi avesse urlato “NO!” tutte le volte che mi portavo la mano alla bocca).

- Se sbatti le mani in una vaschetta piena d’acqua ti schizzi. Se l’acqua che riempie la vaschetta è di mare ti pizzicano gli occhi. (Mamma, magari se me lo dicevi prima era meglio… Bruciaaaa!)

- Quando il latte (di mamma) finisce arriva la pappa. Quando la pappa di mezzogiorno non basta, te la danno anche a cena, ma sa di fantasma formaggino (così lo chiama mamma).

- Le bambine sono bellissime. E le loro voci mi divertono. (continua…)

Salutiamo quelli dietro?

4 giu

crystal70Ero per strada, tramontava il sole e dalla macchina davanti a me due bambine continuavano a salutarmi.
Perché? Per quale motivo ci mettiamo (lo facevo sempre da piccola) a guardare i guidatori dietro di noi e a salutarli con insistenza?
Io poi, con le mie cugine, mi imbarazzavo e quando qualcuno contraccambiava il nostro saluto e mi nascondevo dietro il sedile.
La cosa peggiore è sempre stata la nausea: da sempre soffro la macchina, ma nonostante tutto riuscivo a passare ore viaggiando al contrario. Poi finiva sempre che mi veniva voglia di vomitare quando arrivavo a destinazione.
Oggi quelle bambine mi salutavano, una aveva perso un incisivo e mi salutava con sorridendo come se non si fosse accorta di avere una finestrella nera tra un dente e l’altro. Io non ho ricambiato il saluto: mi godevo il sole, mi godevo la guida, guardavo dritta davanti a me senza avere la nausea e arrivata a destinazione stavo benissimo.
Poi ho salutato con insistenza il mio uomo e non mi sono nascosta quando ha ricambiato.
Oggi mi sono accorta di non essere una bambina. Domani mi compro il Crystal Ball.