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Vestiti per bambini: shopping online per tutte le età

28 giu

Da quando è nato Coso credo di avergli comprato più cose online che nei negozi. Alla fine, quando capisci come funziona con le taglie, è molto più comodo: non hai problemi di parcheggio, non devi decidere se portare o meno il bambino (magari è pure stanco e non è certo giusto trascinarlo sin da piccolo in mille negozi per nulla) e, soprattutto, se qualcosa non va la cambi o ti ridanno indietro i soldi.

Ed ecco dunque i siti migliori per vestire i vostri neonati:

- Gap Online: finalmente Gap è arrivato in Italia e ha anche aperto lo store online europeo. La roba arriva in tre giorni, è la stessa che trovate nei negozi, e molto spesso ci sono pezzi in saldo: cosa volete di più? Il bello è che lo shopping qui non è solo a misura di bimbo, ma potrete trovare tutto quello che vi serve o che serve al vostro compagno senza muovervi da casa.

- American Apparel: la marca senza marchio americana vende online anche in Europa. I prezzi sono un po’ alti, ma il cotone è pazzesco!

- LaRedoute: l’ho scoperto da poco. Ottimo per tutta la famiglia e la tabella delle taglie è fatta benissimo.

- Du pareil au meme: vista la quantità di negozi in giro conviene dare prima un’occhiata dal vivo e poi, magari comprare on line.

- Kiabi: me-ra-vi-glio-so! Prezzi molto convenienti, spedizione veloce e capi basic ideali per i primi mesi.

- Z: lo shop online è molto carino, ma non hanno una vastissima scelta.

- Semi di zenzero: vestiti eco e molto curati, forse un po’ caro. Qui comprerei più che altro oggetti che difficilmente si trovano in giro: biberon lifefactory e i doudou dei Le Deglingos.

- Melijoe: se proprio non poteste fare a meno della roba firmata…

- Ecomiqui: sempre della serie “eco-store”, hanno tutto per i genitori che vogliono aiutare l’ambiente… usando i pannolini lavabili (questa è un’altra storia e – secondo me – fa il paio con l’essere vegetariani).

- WryBaby: i body più divertenti li ho presi qui, ma venendo dagli Stati Uniti ho pagato una tassa di trasporto niente male. Il boby con il mantello da supereroe però non può mancare nell’armadio di un superbambino.

- The Gro Store: l’unico, vero, sacco nanna lo trovate qui. Fondamentale per un sonno sereno. E se scegliete bene ne trovate tantissimi in saldo.

Infine su Girobimbi c’è la lista degli spacci italiani per i più piccoli.

 

Taaaag!

7 apr

L’altro giorno ho costretto il mio uomo a cambiare per l’ennesima volta la grafica di questo blog. Un blog sul quale peraltro non scrivo molto spesso, come mi rimproverano in molti (oggi anche pubblicamente, che figuraccia).

Ora la grafica mi piace molto: è rossa come me, c’è il mio Ugo bello piazzato sul divano e poi ci sono io, tanto ormai lo sanno tutti che faccia ho (con tutti, ovviamente, intendo chi mi conosce e i pochi che passano su questo blog). Chi, poi, non lo sapesse almeno si toglie la curiosità. A volte, anzi la maggior parte del tempo, sul mio volto è stampato un bel sorriso, ma la foto l’ha scelta sempre l’uomo di cui sopra e dice che graficamente rende di più. Forse ha ragione.

Nel mettere in ordine la colonna di destra ho chiesto (sempre a lui) di inserire come widget la Tag Cloud (ho detto già troppe parole da uomo/nerd e me ne vergogno quasi). Io le tag ho cominciato ad inserirle da pochissimo, anche perché non ne comprendevo (comprendo) l’utilità.

Lui: «Fatto! La TagCloud è inserita, ora aggiorniamo la pagina così la vedi»

Mela R (questo non è un temine da uomo/nerd, ma da “MACchista” che ha imparato alcuni comandi per usare velocemente la tastiera).

Io: «Aaah! Ma sono così romanocentrica?»

La mia tagcloud è pazzesca: aborto, amicizia, automobili, bambini, calcio, cartoons, condor, lazio, libri, ROMA, treno, tv, viaggi.

Semplicemente orrenda. Ho deciso così di rimediare a tutto in un colpo solo: aggiungo un po’ di tag a casaccio in questo post, ne raddoppio qualcuna e “taaac” finalmente la nuvoletta assume una forma quantomeno decente.

Tra pochi secondi avrò una bellissima tag cloud (e nessuno potrà più rendersi conto di come era fino a poco fa) e un post in più.

E’ che sono pigra. Una donna pigra.

25 ott

Sono stufa di dover aspettare di trovare un po’ di tempo per scrivere un bel post, con cura.
Non che ora stia per scrivere una cosa proprio “tanto per”, ma sinceramente questo è più uno sfogo che altro. Non mi sento proprio una donna quando, come oggi, capita che non abbia la minima idea di dove comprare delle scarpe e una borsa.
Il punto è che io di solito giro e rigiro e poi, quando passo davanti ad una vetrina, se l’accessorio in questione mi cattura gli occhi all’istante, vado e lo compro.
A Roma so sempre dove andare a secondo di quello che mi serve, qui (a Milano), invece, a meno che non si tratti di fantastiche ballerine di cui sono ormai piena e che compro solo alle Colonne di San Lorenzo da Mauro Giuli, non so proprio dove andare.
Per cui, lo so che non scrivo da tempo su questo mio spazietto privato e so perfettamente che avrei molte più cose da dire e ritagli di mente da mettere per iscritto: legati alla mia vita, a quello che sento intorno a me, a quello che mi accade o che semplicemente accade. E parlo soprattutto di cose accadute, da luglio ad oggi, che avrei voluto raccontare, ma non ci sono ancora riuscita. Pigra che non sono altro.
Ora però non ho davvero tempo.
Tra meno di mezz’ora inizia un’altra puntata di Condor 2.0, dopo devo andare a vedere un appartamento per un’amica e poi vado a cercare queste benedette scarpe. Speriamo che l’amica in questione mi sappia consigliare.
Un’idea ce l’ho, poi se qualcuno passando qui volesse darmi un consiglio ben venga.
Vi dico solo che il colore base del vestito è nero, poi ci sono piccoli accenni di: arancio, lilla e fuxia.
Io pensavo a “questa” con il fiocco arancio. Vediamo se la trovo.
Se Milano è davvero la città della moda, come può fare una non-fashion victim?
Semplice: diventa vittima per un giorno, un’ottima soluzione indolore.
Prada, arrivo!