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My kind of Halloween

30 ott

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Un mese. Un mese?

16 mar

Ieri Coso ha compiuto il suo primo mese di vita e a me sembra impossibile.
Cominciamo col dire che non festeggerò tutti i suoi mesiversari perché la trovo una roba da scemi, tanto più che il suo prossimo mesiversario coincide con il mio compleanno e quindi è il caso di festeggiare me, con tutto quello che ho fatto quest’anno.

Cosa è cambiato da quando siamo in tre? Tutto e niente.

  • Mi alzo comunque verso le 9:30 del mattino perché è l’orario in cui Coso mi richiama all’ordine (dopo averlo fatto alle 3:00 e alle 6:00, ovviamente).
  • Ho due tette giganti, almeno rispetto al mio standard.
  • Ho imparato che il nostro orecchio riesce a regolare da solo il volume esterno in caso di urlo-micidiale-di-bambino-in-preda-a-una-colica in modo da non rischiare la rottura del timpano.
  • Ho capito che i carillon sono belli, ma dopo un po’ anche du’ palle!
  • Riesco ancora a fare colazione a letto con il Convivente: prendo Coso, lo cambio, lo vesto, lo nutro, poi lo piazzo sul mio cuscino e avverto della sua presenza il Convivente che, mentre vado a preparare la colazione per noi, si sveglia e comincia a sussurrargli frasi con tono bambinoso del tipo “Come sei bello”, “E dove è andata quella con le tette?”, “Mi fai un sorriso?” cercando – inutilmente – di intrattenerlo fino all’arrivo di quellaconletette.
  • Bevo circa tre litri di acqua al giorno (sempre per la storia delle tette), alternandoli a tisane al finocchio e camomilla.
  • Mangio tanta, troppa, cioccolata (e vi giuro che prima non lo facevo).
  • Ho ricominciato a mangiare chili di insalata (per lenire il senso di colpa dovuto all’abuso di cioccolata).
  • Porto una panciera (è molto elegante, sia chiaro) che in confronto i mutandoni di Bridget Jones erano un tanga.
  • Ho di nuovo delle caviglie degne di essere chiamate con questo nome, ma non ancora degne di essere riconosciute come le Mie belle caviglie.
  • Non riesco più a guardare una serie tv senza addormentarmi sul divano (pare lo facessi anche prima, ma ora reggo ancora meno).

- Stai dormendo.
– Non è vero.
- Ma perché non te ne vai a letto?
- Perché non sto dormendo.
- Come no! Cosa è successo allora nell’ultima scena?
- Eddai. Avevo gli occhi chiusi, ma ascoltavo.
- E cosa hai sentito?
- Uff. Che quello ha chiesto…
– Quello chi?
– Aspè, fammi dire
– Quello lì, il padre. Ha detto a quell’altro…
– Lo vedi che non segui: non c’è nessun padre.
– Ma che palle. Che ti frega?
– Mi frega. Se tu andassi a letto io non sarei costretto a  guardarmi queste robe da donne per farti compagnia e potrei guardarmi quello che mi va. E fumarmi una sigaretta.

[...]

E da domani saremo in tre

14 feb

Oggi nasce ufficialmente questo nuovo blog. È un po’ che ci lavoro. Avrei potuto renderlo pubblico da tempo, ma poi avevo sempre altro da fare.
Ho sempre altro da fare. Questo volevo fartelo sapere sin da subito, perché ho un brutto vizio (che forse è anche una virtù): sono sempre stata qualche minuto avanti, proiettata verso quello che deve ancora accadere. Nel lavoro, nella vita, sempre. Sono un orologio regolato male: per quanto tu possa rimettermi in riga, io mi porto avanti. È per questo che spesso non mi sono goduta davvero le cose fino in fondo, perché la mia mente era già da un’altra parte. E poi? E poi? E poi?
Come ti dicevo è un vizio, dato che non mi costerebbe nulla soffermarmi qualche attimo in più sul “qui ed ora”, ma ho come la vaga sensazione che da domani tu mi costringerai ad essere presente a me stessa in ogni singolo attimo della giornata perché “qui e ora” ci sarai tu. E poi? E poi ci sarai ancora tu.
Tu e tuo padre, i miei maschi, due uomini da amare. Lui già lo conosco, l’ho scelto e non vedo l’ora di vedere la sua faccia quando ti terrà tra le sue braccia. A te non ti ho scelto, non so come sarai, ma so che con tuo padre ti abbiamo desiderato talmente tanto che la sola idea di vederti e di sapere che vivrai con noi mi fa felice.

Basta! Che poi mi commuovo (colpa degli ormoni che mi hai messo in circolo per tutti ‘sti mesi). Per non parlare poi dei chili (aaargh!), ma per quello ci sarà tempo, soprattutto su questo blog.

E a proposito di questo blog: se nasce oggi - 14 febbraio 2011 – forse non è proprio un caso.
1. È San Valentino, la festa degli innamorati e questa è la casa di due (pardon, tre!) cuori innamorati.
2. Oggi festeggio quattro anni di amore con il Convivente (qui lo chiamiamo e lo chiameremo sempre così), poi chi lui realmente sia lo sanno praticamente tutti. Per capirci: è tuo papà.
3. Domani nasci tu, Coso (qui sarai sempre Coso), ovvero mio figlio Tommaso: dopo aver trascorso gli ultimi nove mesi dentro di me diventerai il protagonista, con il Convivente e la mia cucina non solo della mia vita, ma del prossimo capitolo dei “Due cuori e…”.
4. Coso sei tu, ma non solo. Coso è il bambino della signorina Fiamma e del Convivente, colui che ha ispirato questo nuovo blog e intorno a lui, alla vita di mamma e a tutto quello che è accaduto e poi accadrà da domani è dedicato questo posto.
5. Oggi scrivo questo post come Ilaria, ma poi il blog lo scriverà la signorina Fiamma, già impegnata da qualche anno in quest’altro blog che continuerà ad esistere per raccontare esperimenti culinari e episodi di convivenza e cucina. Io, Ilaria, avrò ben altro da fare.