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Riconoscere il pianto: cause e rimedi, secondo Coso.

27 apr

Leee (1/2 secondo), leee (1/2 secondo), leee (1/2 secondo)…
Questa è la descrizione più o meno reale del pianto di Coso quando ha fame.
Dopo poco più di due mesi posso ritenermi in grado di riconoscere alcuni modi di piangere di mio figlio. Ci vuole un bel po’ di tempo, ma una volta capite le regole base si riesce a stare sempre più sereni e a soddisfare al meglio il proprio bambino. Al momento Coso è abbastanza semplice, dato che le sue funzioni sono: fame, sonno, pannolino sporco, caldo, freddo, coliche.
Nonostante il suo faccino sembra voglia dirmi tutte le cose del mondo, credo che esprima (essendo anche maschio e in quanto tale lineare e basico nell’associazione pensiero/atteggiamento) solo quello di cui ha davvero bisogno.

Ecco un’idea che mi sono fatta io dopo due mesi di pianti, piagnucolii e incomprensioni. Spero vi sia utile.

  • Fame = Una serie di “Leee” ripetuti a cadenza regolare, con la lingua che dal palato scende velocemente sul labbro inferiore. Se avvicinate la mano alla sua bocca la aprirà come un pulcino affamato e se lo avvicinate al collo cercherà subito il seno, picchiettando qua e là.
  • Rimedio: attaccatelo al seno o preparate il biberon. Si mangia!
  • Coliche = Pianto che parte all’improvviso, proprio come un fulmine a ciel sereno, e si scatena in acuti che neanche la Callas quando era in forma per poi interrompersi così come è partito, inaspettatamente. Spesso al pianto si associano le lacrime, che dagli occhi di Coso hanno cominciato a sgorgare intorno ai quindici giorni di vita, prima erano assenti, e le gambe si muovo avanti e indietro a scatti come una molla.
  • [...]

On my own (perché la mamma è quella pratica, ricordalo).

23 mar

A parte il fatto che sono sempre stata più pratica del Convivente, ma la nascita di Coso ha aumentato i miei superpoteri di praticità.

Post it per Coso Papà ti farà divertire, ti racconterà storie fantastiche e ti stupirà ogni giorno (forse più nel weekend), ma la mamma sarà quella che ti insegnerà a cavartela sul serio nella vita a cominciare dal montaggio dei pupazzini sospesi che serviranno per divertire tuo figlio sin dai primissimi mesi. Ho chiesto da due settimane un consiglio a tuo padre: niente. Speriamo stia già pensando alle storie che ti racconterà.

Ho lavorato per mesi sulla cameretta di Coso, è stato sin dall’inizio il mio piccolo progetto: mi sentivo un po’ come Ty Pennington di Extreme Makeover Home Edition quando lavora da solo su una stanza in particolare e non la mostra fino alla fine. Move That Bus! – sentivo già la gente urlare – Move That Bus!
Avrei voluto tenere il mio progetto nascosto al Convivente, ma convivendo è stato impossibile tenere un’intera stanza chiusa per nove mesi, anzi per sei, facciamo per tre… quasi due. Si dà il caso – e già da qui, caro il mio Coso, dovresti capire quanto sia dotata di superpoteri la tua mamma – che in realtà ci ho messo pochissimo a realizzare la Stanza, proprio grazie al Convivente (rileggete le ultime quattro parole della frase, subito dopo la virgola per capirci, in maniera totalmente ironica e sarcastica, grazie). Ci ho messo poco perché ho avuto molto poco tempo.
Il primo bus da far muovere era quello contenente tutto il ciarpame dell’ufficio del Convivente, perché la stanza di Coso altro non è che l’ex ufficio di suo padre: il suo “stuuuudio” così detto da quando ha cominciato, ventiquattro ore dopo aver scoperto di essere incinti, a lamentarsi con aria triste e sconsolata quanto il cucciolo più triste della Carica dei 101, in casa, per strada, a cena da amici, al ristorante, al cinema, sui social network, etc. : “Non ho più uno stuuuudio” – diceva – “Sono un uomo senza stuuuudio”.

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