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Perchè il nero sfina!

27 mar

Gira che ti rigira, casco sempre in una di quelle notizie “sensazionali” che vengono pubblicate sui siti dei nostri maggiori quotidiani. Notizie fondamentali per la nostra esistenza come questa: «Nel guardaroba femminile spopola il nero. Un sondaggio su internet rivela: più del 40% dei capi appesi negli armadi sono di questo colore.»
Ma dai? Tu pensa.
C’era pure bisogno di fare un sondaggio su questo tema.
Le donne vengono cresciute con la fissazione che il nero sfina e il bianco ingrassa.
Abbiamo ascoltato, per anni, le madri, le zie e altre parenti di sesso femminile dire, davanti all’ennesima replica di “Colazione da Tiffany”: «Guarda com’è fine Audrey Hepburn con quei tubini neri.»
No! Il punto è che lei era fine pure nuda o con uno scafandro.
Tornando alla notiziona di oggi oserei dire che il risultato del sondaggio è piuttosto scontato.
Poi ovviamente c’è sempre l’eccezione che conferma la regola: cioè Io.
«Un sondaggio europeo sui capi-base che costituiscono il guardaroba femminile-tipo ha rivelato che le donne impazziscono per il nero e più del 40% dei capi appesi nei nostri armadi sono neri.» Questo è quanto affermato nell’articolo su Corriere.it.
Ho subito dato un’occhiata al mio guardaroba e arrivo al massimo al 20% di capi neri ( e non ho poche cose).
Già sono fuori dai canoni, ma continuo a leggere: «Secondo il poll, lanciato dal sito MissButterfly, ogni donna possiede in media 110 capi, 45 dei quali sono neri. E in tutta Europa, pare non esista nemmeno una donna che non abbia almeno 3 paia di pantaloni neri, 1 paio di jeans neri, 3 gonne nere, 2 vestiti neri, 2 giacche nere e 12 top neri (incluse le Tshirt). E poi, il cappotto per tutti i giorni? Nero. Un cappotto elegante ci vuole. Colore? Nero. Le scarpe? Nere, 12 paia (tacco basso, tacco alto, tacco a spillo, sportive e stivali). E la borsa? In preferenza nera (da sera e da giorno, come minimo).»
Non è così.
Non ho vestiti neri e, soprattutto, non ho mai comprato dei jeans neri.
Ultimamente preferisco il marrone e amo i colori.
Ho un cappotto nero, ma preferisco quello spigato beige e bordeaux.
Ho tante borse e più sono colorate meglio è.
Tra le mie scarpe spuntano degli stivali e un paio di camper nere, per il resto ci sono: ballerine verdi, ballerine bronzo luccicose, ballerine viola con strass, scarpe col tacco rosa e arancio, stivali verdi, etc…
Per concludere, secondo il sondaggio dovrei avere una folla di uomini che bussano alla mia porta perché: «Il 15% delle donne che hanno preso parte al sondaggio rivela che il proprio partner le “sgrida” per la scelta ombrosa dei colori.»
Pensare che il mio uomo dice che mi vesto come la stagista della Gialappa’s.
Che poi mica è vero!

Siamo pronte a sostenervi

13 mar

Ci sono frasi che quando le leggi non ci fai neanche caso.
Poi le leggi con più attenzione e ti fanno girare le scatole.
Magari dovresti solo riderci su.
Mi è capitato di leggerne una che recitava così: «Occhi, sorriso, capelli, modo di fare, una certa curva alla base del naso, la morbidezza nelle braccia che le donne insicure nascondono come se un uomo guardasse le braccia…». Beh, a quel “morbidezza nelle braccia” conosco donne, molto sicure di sé, che si sarebbero fatte venire una crisi isterica. Ho amiche con ogni tipo di braccia, ma quelle che le hanno un po’ più robuste spesso se ne fanno un complesso.
Ammetto che l’espressione “morbidezza nelle braccia” è piacevole rispetto alla ben più nota ”bracciotte da massaia”, ma alla fine il concetto è il medesimo.
Le braccia di una donna sono importanti.
Magari non sono la prima cosa che uno guarda, ma poi l’occhio vi cade per forza.
Braccia lunghe, affusolate, come quelle di una ballerina.
Braccia corte, quasi tozze.
Braccia che fanno la pieghina piega sul gomito.
Braccia dalla pelle di velluto.
Braccia muscolose.
Braccia dal gomito ruvido.
Braccia che sostengono erotici amplessi.
Braccia che accolgono figli e amici.
Le braccia, come qualsiasi altro particolare del corpo umano, vengono notate. Perché i difetti, più dei pregi, saltano all’occhio. Non c’è niente da fare.
E’ vero magari che gli uomini notano meno particolari di quanto crediamo.
Lo dimostra il fatto che un uomo può rimanere ore a contemplare un fondoschiena piccolo e sodo per poi ritrovarsi a letto con una donna dai fianchi abbondanti, con qualche chilo in più. E capita pure che gli piaccia molto.
Le donne, d’altro canto, cercano il “figo di turno” e poi finiscono sotto le lenzuola con il primo che le sa prendere davvero.
Non ho mai preteso un belloccio-bamboccio: amo i particolari, anche le imperfezioni, ma da buon “ossimoro in carne e ossa” allo stesso tempo rischio di farmi influenzare negativamente da alcune imperfezioni.
Spalle piccole, fianchi troppo stretti, troppi peli, pochi peli, naso piccolo, naso enorme…
Alla fine donne e uomini si rifugiano in una sala cinematografica per rifugiarsi nei volti delle star, che anche struccate sono belle perché una pellicola le divide da noi e le fa sembrare immortali, stupende, acqua e sapone, senza imperfezioni nei loro difetti.
Barbra Streisand diventa un “tipo affascinante” perché ha un naso enorme..
Nicholas Cage è bello proprio perché un po’ stempiato.
Al Pacino è figo seppur molto basso.
E vissero tutti felici e contenti, sulle colline di Hollywood, tra fiumi di champagne, copriocchiaie dell’Estee Lauder e maglioni di Missoni, che fanno tanto vintage ma poi costano cifre assurde.
Finito il film si ritorna alla realtà e ai difetti, a quelle braccia morbide, alla ciccia di troppo.
C’è chi quei difetti li nasconde, chi li valorizza.
C’è chi non ci fa caso, chi li nota e li sa apprezzare.
Tutto sta nell’occhio di chi guarda.
Se l’occhio è predisposto in quel preciso momento a passare sopra ai difetti e apprezzare quella ciccetta in più che ammorbidisce il braccio, allora può andare oltre e accorgersi di quello che quelle stesse braccia sono pronte ad accogliere.

(anche su Grazia)

Ipotesi di sondaggio e opinioni autorevoli

31 gen

Dopo le prime notizie è scattata la corsa al commento. Sono d’accordo con Maria Laura Rodotà perchè questo è sicuramente il miglior reality che potesse uscir fuori da casa Mediaset.
Siamo in attesa di sviluppi, ma c’è da dire che Berlusconi è un simpaticone: canta, balla, si mette la bandana, fa battute e gaffe e si diverte. Insomma, le prove del Grande Fratello le passerebbe tutte.
Credo comunque che la lettera di Veronica non abbia colpito troppo l’elettorato e l’immagine dell’ex premier. Le sue battute , nel corso della serata dei Telegatti, sono la goccia che ha fatto traboccare i bei vasi cinesi di casa Berlusconi, ma quanto può aver scosso i semplici lettori?
Mi sono divertita ad immaginare un sondaggio. Alla domanda: «Lei che ne pensa delle affermazioni di Silvio rivolte alla Yespica o alla Carfagna?» La maggioranza degli uomini risponderebbe sicuramente così: «Ha fatto bene, io avrei detto pure di peggio. Quella è bbona!» E le donne, alla stessa domanda, si dividerebbero in due fazioni. Una contro: «Che schifo. Io sto dalla parte della moglie. Poverina, umiliata così. E l’altra pro: «Mah, che le devo dì? Io ho passato de peggio. C’ha un sacco de sordi, che vole de più? E poi pure lei, me pare gli avesse fatto quarche scherzetto con quell’altro de Venezia no?».
A proposito “der Veneziano”, ovvero di Massimo Cacciari. Sulla questione sembra essere l’opinionista favorito dai giornali. Non mi stupirei se venisse invitato a salire sul ring di Buona Domenica per un confronto con Rostagno e Bettarini.
E comunque Cacciari è sicuro: «il rapporto è finito» e fa i complimenti per la lettera a Veronica, anche se la pubblicazione sui giornali non è di suo gradimento.
Ma perchè poi chiedere un’opinione proprio a lui…mah…che c’entra PROPRIO lui!