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Braun Minipimer 7: la rivoluzione è senza fili.

14 nov

L’altra sera sono stata invitata alla presentazione del nuovo Braun Minipimer 7 insieme a altre foodblogger. Il tema della serata era la Cromia Culinaria, ovvero l’importanza dei colori in cucina. Si sa, anche l’occhio vuole la sua parte.
A proporre divertenti ricette monocromatiche c’erano Tommaso Fara (una mia vecchia conoscenza, co-autore di La cucina a impatto zero, un libro che vi consiglio) e ai ragazzi di TourDeFork (semplicemente geniali, partecipate a una delle loro cene e non ve ne pentirete) e con loro abbiamo realizzato dei piatti divertenti e facili da ripetere, perfette per un aperitivo con gli amici.
Per scoprire la tartare e la tavolozza toast andate su Due cuori e un fornello.

Il Minipimer lo conoscete tutti (non ci credo che non ne avete uno nella vostra cucina!), ma il nuovo minipimer 7 ha una caratteristica fondamentale: è senza fili.
C’è poi da dire che è nero e acciaio e questo non guasta mai in una cucina moderna: si intona perfettamente e si può lasciare sulla mensola perché fa un ottima figura.
L’unica pecca, a mio parere, è che ha solo una velocità, la massima, e quando si vuole azionare la frusta a bassa velocità non lo si può più fare.
D’altro canto però il suo gambo antischizzo vi eviterà di ritrovarvi il grembiule tutto pieno di macchie. Provare per credere. Io l’ho provato.

SabatoNotte tanto tempo fa

4 apr

Ho ritrovato questo post e mi ha fatto un po’ tenerezza. Era il 3 giugno di due anni fa, sono passati davvero tanti mesi dal quel giorno e la mia vita è completamente cambiata, anche se alcuni punti fissi sono rimasti e ne sono davvero felice.

Scrivevo così:
“Sabato notte. Milano. Piove, piove tanto. Ricomincia, finalmente, SabatonotteGianluca Neri e Simone Tolomelli chiacchierano in penombra accompagnati dal ticchettio della pioggia, catturata dal microfono sul terrazzo. Parole, letture, storie e buona musica. Io sono qui, come capita spesso. Una piacevole costante, ogni giorno più piacevole. Direi…
Ascolto.Scrivo. Bevo Coca Cola e fumo qualche sigaretta. E’ una serata di quelle che vorresti trascorrere proprio quando piove, a Milano. Ovunque. Sono le serate che a me piacciono, quando la compagnia è buona tutto passa più leggero. Come questa leggera pioggia di giugno che porta via il caldo dei giorni passati e racconta, tra le gocce, l’arrivo dell’estate.
Domani si parte per Roma. Un paio di giorni. Buonanotte. Buon Sabatonotte.”
Questa notte è ancora Sabatonotte, in una stanza a pochi metri da me ci sono i miei amici Matteo Bordone e Simone Tolomelli e il mio uomo Gianluca Neri. Il divano su cui sono seduta ora, distrutta dal Fish&Chips e dalla pastiera napoletana che ho preparato per una cena tra amici, è lo stesso di due anni fa solo che ora è il mio divano, quello dove mi addormento la domenica tra le braccia dell’uomo sopracitato.
Ho il computer che trasmette Radionation, con un po’ di ritardo arrivano le voci dei ragazzi: questo Sabatonotte è dedicato a loro, o meglio è tutto loro. E così mi ritrovo qui da sola, per non disturbare il testosterone che vaga nello studio, a pensare al bene che voglio a quelle voci che escono dal mio computer. A distanza di due anni sono ancora qui, “abbottata” di felicità.

Nei prossimi giorni la Signorina Fiamma, il mio alter ego culinario, racconterà di quello che ha cucinato questa sera, con tanto di foto. Se siete curiosi andate qui.

Buonanotte. Buon Sabatonotte.

Taaaag!

7 apr

L’altro giorno ho costretto il mio uomo a cambiare per l’ennesima volta la grafica di questo blog. Un blog sul quale peraltro non scrivo molto spesso, come mi rimproverano in molti (oggi anche pubblicamente, che figuraccia).

Ora la grafica mi piace molto: è rossa come me, c’è il mio Ugo bello piazzato sul divano e poi ci sono io, tanto ormai lo sanno tutti che faccia ho (con tutti, ovviamente, intendo chi mi conosce e i pochi che passano su questo blog). Chi, poi, non lo sapesse almeno si toglie la curiosità. A volte, anzi la maggior parte del tempo, sul mio volto è stampato un bel sorriso, ma la foto l’ha scelta sempre l’uomo di cui sopra e dice che graficamente rende di più. Forse ha ragione.

Nel mettere in ordine la colonna di destra ho chiesto (sempre a lui) di inserire come widget la Tag Cloud (ho detto già troppe parole da uomo/nerd e me ne vergogno quasi). Io le tag ho cominciato ad inserirle da pochissimo, anche perché non ne comprendevo (comprendo) l’utilità.

Lui: «Fatto! La TagCloud è inserita, ora aggiorniamo la pagina così la vedi»

Mela R (questo non è un temine da uomo/nerd, ma da “MACchista” che ha imparato alcuni comandi per usare velocemente la tastiera).

Io: «Aaah! Ma sono così romanocentrica?»

La mia tagcloud è pazzesca: aborto, amicizia, automobili, bambini, calcio, cartoons, condor, lazio, libri, ROMA, treno, tv, viaggi.

Semplicemente orrenda. Ho deciso così di rimediare a tutto in un colpo solo: aggiungo un po’ di tag a casaccio in questo post, ne raddoppio qualcuna e “taaac” finalmente la nuvoletta assume una forma quantomeno decente.

Tra pochi secondi avrò una bellissima tag cloud (e nessuno potrà più rendersi conto di come era fino a poco fa) e un post in più.