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Semo ragazzi fatti cor pennello

11 mar

Ieri sera Francesco Totti ha partecipato a una puntata del Grande Fratello. Era lì per fare una sorpresa a un altro Francesco, romano e romanista come lui, che da più di 50 giorni si trova dentro la Casa. Non sto qui a raccontare cosa ha fatto e come è stato il capitano romanista. Io mi sono divertita parecchio, anche se ho passato il tempo a ripetere quello che dicevano i due “Francesco” al mio uomo milanese che sembrava non comprendere il veloce scambio di battute alla romana. Il giovane Francesco Botta, nonostante l’imbarazzo, si è comportato con naturalezza, come se vedesse Totti tutti i giorni, e pur chiedendogli insistentemente come fosse andata la Roma in Champions non ha mostrato grande entusiasmo quando gli hanno fatto vedere i gol al Bernabeu, che hanno permesso alla Roma il passaggio del turno (stasera tocca all’Inter, io non dico nulla!).

Mi è giunta voce che a Roma c’è chi grida a gran voce: “eliminate Francesco Botta dal GF”. Sembra che, secondo l’opinione popolare romanista, il Botta si sia dimostrato troppo freddo con il Capitano e che non abbia esultato a dovere alla vista dei gol.

Ora, a me di difendere uno che sta al GF non importa molto, solo che Francesco mi sta simpatico e credo sia stato educato e pacato e che anzi, per fortuna, non abbia esagerato con la romanità facendo sceneggiate strappacuore in presenza di Totti. E poi, se devo dirla tutta, solo un vero romanista avrebbe avuto il coraggio di dire: “Ahò, finarmente gliel’ha fatta a segnà Vucinic!”

Se non stai attento arriva l’uomo bianco azzurro.

27 gen

Premessa: i miei amici, soprattutto quelli milanesi e poco sportivi (tra i quali includerei il mio uomo), mi daranno della pazza, ma oggi guardando la tv ho capito come potrò gestire serenamente il rapporto tra un mio futuro figlio e il calcio. Farò come Claudio Amendola, romanista d.o.c.

Oggi ha raccontato, come aveva già fatto in passato, di come è riuscito a far diventare romanista suo figlio Rocco, avuto da Francesca Neri, la bella attrice, purtroppo laziale. Quando il piccolo aveva solo due anni, Amendola gli fece sparire tutti, ma proprio tutti i suoi giocattoli. Rocco, disperato, andò dal padre in lacrime a chiedere dove fossero finiti. “Amore mio, è successa una cosa tremenda: sono entrati in casa dei laziali e te li hanno fregati tutti”.
Il povero Rocco rimase sconvolto per qualche ora, ma dopo un po’ come tutti i bambini di quell’età si mise a fare altre cose, e distraendosi non pensò più a quell’orrendo furto. Il giorno dopo Claudio Amendola riportò tutti i giochi al loro posto e appena Rocco se ne accorse gli raccontò che dei romanisti avevano ritrovato i suoi giocattoli e glieli avevano riportati.

Rocco ora è romanista.

Lo so che è una cosa assurda, ma quando si vive fuori Roma, circondati da milanisti, interisti e, soprattutto, juventini, tocca organizzarsi.

Commento di getto

14 nov

Volevo rispondere con un semplice commento ad un amico. Poi è finita che ho scritto tutto questo, con molta impulsività.

Né dominatori, né alieni.
Non mi piace la mania di generalizzare tutto, proprio come hanno fatto le agenzie non appena è scoppiata la rissa all’autogrill.
Voglio dire che non si può fare di tutta l’erba un fascio e di tutti gli ultras dei fascisti.
Quindi, io le vedo quelle facce lì e vedo quella piazza che si trova esattamente a 500 metri da casa mia. Non un quartiere di sottoproletari, tutt’altro.
Un ragazzo che suonava al Piper, la discoteca storica di Roma, è morto. Gli ha sparato, per caso o no (questo è da vedere), un poliziotto ed è giusto ricordarlo e commemorarlo.
E’ discutibile, poi, il modo in cui alcuni lo fanno.
Come discutibilissimo è il fatto che, ormai, allo stadio e in curva, la maggioranza vorrebbe esibire fieramente croci celtiche e teste rasate, invece di cantare sfottò verso gli avversari.
La politica, se un braccio alzato si può ancora definire politica, è ovunque.
In questa foto di braccia alzate ce ne sono dodici. Troppe, è vero.
Ma non credo siano così tante da doverci dedicare un’intera gallery di Repubblica.
Non ha senso. (continua…)