Cuore fa rima con motore
25 nov
Si chiama Dolly ed è nata nel 1974. Quando la conobbi era stanchissima, aveva appena percorso 600 Km per conoscermi. Aveva 24 anni e se ne stava nascosta al buio nel mio garage. Mi ricordo perfettamente l’istante in cui, tornata da scuola in motorino più tardi del solito presa com’ero a farmi fare gli auguri da tutti, schiacciai il pulsante del telecomando e la sarracinesca si alzò lentamente mostrando quel muso nero un po’ imbronciato. Non poteva essere il mio garage, forse c’era stato qualche contatto, si era aperto quello del vicino. No, non poteva essere. Poi lei mi mostrò un cartello bianco scritto con una bella calligrafia, era quella di mio padre, non potevo sbagliarmi anche su questo: “E’ una responsabilità, ma te la meriti. Auguri. Mamma e Papà”. Sentii qualcuno singhiozzare sopra di me, alzai lo sguardo e vidi mia madre affacciata alla finestra che mi guardava emozionata. Io ero ancora in sella al motorino. Non riuscivo a scendere, non capivo come fosse stato possibile per i miei mantenere un segreto così. Dopo 18 anni erano riusciti davvero a farmi una sorpresa. Fino a quel momento, in un modo o nell’altro, con estenuanti domande, trabocchetti, richieste esplicite e, soprattutto, grazie ad uno spirito da agente segreto della CIA, ero sempre riuscita a sapere in anticipo cosa mi avrebbero regalato.
Quella volta però fu proprio una sorpresa e anche Dolly sembrò contenta di avermi fatto felice. (continua…)





















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