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Supereroi a tempo determinato

29 giu

Fino all’età di sedici anni (se siamo fortunati, altrimenti anche prima) vedrai me e tua padre come dei supereroi. Sappi che lo siamo stati, o almeno, cercheremo di esserlo stati ai tuoi occhi. Mi auguro che fino a quando ne avrai bisogno saremo in grado di proteggerti, aiutarti, magari sgridarti di tanto in tanto e – di sicuro – di amarti oltremodo. Arriverà però il momento in cui comincerai a crescere davvero, da solo, e in quel momento forse ti renderai conto che in realtà siam solo due persone che, amandosi, hanno deciso di metterti al mondo, niente di più. E quelle due stesse persone, pur non essendo più dei bambini, col tempo saranno felici se vorrai proteggerli, aiutarli, rimproverarli e amarli oltremodo. Perché anche tu sarai un supereroe, un giorno.

“Il Grande Elenco”: una conversazione fuori dal comune

17 giu

È passato più di un anno da quando quel geniaccio con cui vivo si è messo a scrivere quello che da ieri nelle librerie potete trovare sotto il nome di “Il Grande Elenco Telefonico della Terra e pianeti limitrofi (Giove escluso)“.
In effetti anche se il titolo era più corto non moriva nessuno.

Ad ogni modo una notte quel pazzo con cui vivo, una delle tante notti in cui resta sveglio al computer (praticamente sempre!), si è messo a scrivere questa surreale conversazione tra un umano, inglese di Notting Hill, e un extraterrestre.
Secondo me non c’è molto da aggiungere per attrarre la vostra attenzione su questo libro, ma posso assicurare che una conversazione lunga un libro (o un libro lungo una conversazione) così stralunata, incessante e divertente non l’avete mai letta. O meglio, dato che quello con cui convivo è furbo più di una volpe, c’è chi alcuni capitoli li ha già letti via Facebook.
Chi è quel geniaccio pazzo con cui vivo? Gianluca Neri. Alcuni lo ricordano per Clarence, altri perché è l’uomo delle pecette del caso Callipari. Non voglio certo citarvi il suo c.v., ma non citare le pecette parlando di questo libro per me è impossibile dato che dalla chiusura definitiva del libro a oggi (circa tre mesi) io non ho potuto leggere la dedica che mi aveva fatto.
Perché? Il Neri mi ha passato il pdf con l’ultima frase, dell’ulima pagina, pecettata. Levarle come fece lui? Ci ho provato. Sotto c’era scritto: “Figurati se mi freghi così”.
Da ieri quella pecetta sul libro non c’è più e ho finalmente scoperto che amo follemente Charlie Brown!
A parte le divagazioni personali se mi rifaccio viva dopo un po’ sul mio blog è perché questo libro è bello, lui è bravo e vi divertirete un mondo leggerlo.

Un ultimo consiglio: leggetelo ai vostri bambini.

Sulla Blogfest. A ritroso.

17 set

Sto seduta in cucina aspettando che il pollo cuocia. In un’altra stanza c’è quella metà che oggi ha scritto cinque righe che valgono un rapporto, una vita, quasi due anni e, soprattutto, un’estate vissuta al massimo in tutti i sensi.

La mia metà, dicevo, è in una stanza a raccogliere tutto quello che c’è da raccogliere sui tre giorni della Blogfest. Forse fra pochi minuti anche questo post sarà in quella lista, forse no. Un sorso di vino e giù a scrivere.

Come iniziare? In molti se lo chiedono davanti a un post bianco, ma la mia difficoltà non è in questa pagina senza traccia è in un percorso che con la Blogfest credo abbia raggiunto uno dei suoi punti di intensità massimi. Sono esattamente sei anni che io e Riva del Garda siamo unite e se la Blogfest è piaciuta a tanta gente (ad altri giustamente no, ma sono pronta ad accettare critiche solo per migliorare) è perché io e Gianluca abbiamo saputo capire quel posto. Io ho voluto che quel luogo che era solo mio potesse essere condiviso, come in realtà avevano fatto con me, senza rendersene conto, Renzo Ceresa e Massimo Cirri quando organizzarono il primo Radioincontri.

Un attimo…giro il pollo!

Dicevo che Riva del Garda è stata per me in questi anni una culla, un posto da vivere e che chiedeva di essere vissuto. Ho avuto ottimi maestri, delle persone speciali che sono riuscite a trasmettermi l’amore per questa piccola città: Barbara, Daniele, Laura, Lorenza, Lorena, Lorenzo, Valentina, Danila, Davide, Gianluca, Cambra, Enzo, Ronny e Martina. Sono i miei amici, coloro che sanno che vuol dire “farsi un mazzo tanto” per ospitare qualcuno, anche quando quel qualcuno non lo conosci e non sai come si comporterà con te. (continua…)