Tag Archives: amicizia

Taaaag!

7 apr

L’altro giorno ho costretto il mio uomo a cambiare per l’ennesima volta la grafica di questo blog. Un blog sul quale peraltro non scrivo molto spesso, come mi rimproverano in molti (oggi anche pubblicamente, che figuraccia).

Ora la grafica mi piace molto: è rossa come me, c’è il mio Ugo bello piazzato sul divano e poi ci sono io, tanto ormai lo sanno tutti che faccia ho (con tutti, ovviamente, intendo chi mi conosce e i pochi che passano su questo blog). Chi, poi, non lo sapesse almeno si toglie la curiosità. A volte, anzi la maggior parte del tempo, sul mio volto è stampato un bel sorriso, ma la foto l’ha scelta sempre l’uomo di cui sopra e dice che graficamente rende di più. Forse ha ragione.

Nel mettere in ordine la colonna di destra ho chiesto (sempre a lui) di inserire come widget la Tag Cloud (ho detto già troppe parole da uomo/nerd e me ne vergogno quasi). Io le tag ho cominciato ad inserirle da pochissimo, anche perché non ne comprendevo (comprendo) l’utilità.

Lui: «Fatto! La TagCloud è inserita, ora aggiorniamo la pagina così la vedi»

Mela R (questo non è un temine da uomo/nerd, ma da “MACchista” che ha imparato alcuni comandi per usare velocemente la tastiera).

Io: «Aaah! Ma sono così romanocentrica?»

La mia tagcloud è pazzesca: aborto, amicizia, automobili, bambini, calcio, cartoons, condor, lazio, libri, ROMA, treno, tv, viaggi.

Semplicemente orrenda. Ho deciso così di rimediare a tutto in un colpo solo: aggiungo un po’ di tag a casaccio in questo post, ne raddoppio qualcuna e “taaac” finalmente la nuvoletta assume una forma quantomeno decente.

Tra pochi secondi avrò una bellissima tag cloud (e nessuno potrà più rendersi conto di come era fino a poco fa) e un post in più.

La mia Notte…di Sabato

3 giu

Sabato notte. Milano. Piove, piove tanto.
Ricomincia, finalmente, Sabatonotte.
Gianluca Neri
e Simone Tolomelli chiacchierano in penombra accompagnati dal ticchettio della pioggia, catturata dal microfono sul terrazzo.
Parole, letture, storie e buona musica.
Io sono qui, come capita spesso. Una piacevole costante, ogni giorno più piacevole. Direi…
Ascolto.Scrivo. Bevo Coca Cola e fumo qualche sigaretta.
E’ una serata di quelle che vorresti trascorrere proprio quando piove, a Milano. Ovunque.
Sono le serate che a me piacciono, quando la compagnia è buona tutto passa più leggero. Come questa leggera pioggia di maggio che porta via il caldo dei giorni passati e racconta, tra le gocce, l’arrivo dell’estate.
Domani si parte per Roma. Un paio di giorni.
Buonanotte.
Buon Sabatonotte.

A-roma di Roma

8 gen

Le ultime ore romane sono sempre un po’ malinconiche perché chiudono un periodo non solo di vacanza, ma di casa.
Profumo di famiglia, di amicizie di lunga data e di romanità.
L’odore delle strade umide a Trastevere, dei vicoletti con i sanpietrini dissestati e perfetti, il traffico infernale dove tutti s’incastrano come in un enorme schema a Tetris e dal quale tutti escono magicamente, ognuno per la propria strada. Il casino di una pizzeria dove ad ogni tavolo qualcuno urla, dove ognuno comincia ad alzare il tono un po’ di più fino a che non si riescono a scambiare due parole neanche con il vicino di posto.
Gli “AO” che solo un romano sa tirare fuori e non c’è imitazione che regga il confronto, soprattutto quella dei milanesi che amano tanto la cadenza romana e che si forzano ma: «No, niente NON VI RIESCE! Quindi per favore evitate».
Sapore di pizza bassa, buona, leggera e pesante allo stesso tempo.
Birra fresca che scorre per dissetare le tonsille provate dalle urla.
Chiacchiere segrete.
Chiacchiere chiacchierate.
Chiacchiere nervose e inadeguate.
Chiacchiere delicate e gentili.
“Quanto ce piace chiacchierà!”
Baci e abbracci affettuosi, di circostanza, sentiti, malinconici o felici.
Una sigaretta brucia veloce e la radio passa “My Sharona” mentre lancio un ultimo sguardo al Tevere, che scorre nella sua oziosa lentezza, molto romana.
L’odore di famiglia arriva a metà mattina da un caffé che si fredda, dal sugo di mia madre e dal sufflè mangiato di fretta, come una risata inaspettata.
Un bacio sulla fronte e sul naso ad Ugo che mi guarda stanco, ignaro e fiducioso come sempre.
La corsa verso la carrozza, i bagagli pesanti e un bacio che ha sempre il sapore di un «Arrivederci, ti voglio bene» e mai quello amaro di un «Addio».
Va bene così, è un piacere riuscire ogni volta ad immagazzinare tutto quello che Roma riesce a darmi.
C’è sempre spazio per Roma, dentro di me, non può non averne.
Bella, immortale, imparagonabile, irripetibile.
Una città, la Città, la mia città.