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Cowboy si nasce, MILF si diventa.

8 nov

Ah, ma tu sei quella con i camperos?”  - Settembre 2006, Milano.

Sono passati cinque anni da quando mi sono trasferita a Milano. La frase sopracitata era riferita a me e a dirla è stato un ragazzo che oggi è uno dei miei più cari amici (e soci).
Mi aveva vista per la prima volta nel 2006, a giugno, a Riva del Garda e io portavo un bellissimo paio di camperos in cuoio, con la gonna. Sì, era giugno e no, non avevo caldo. I camperos i quel periodo andavano piuttosto di moda e io li adoravo.
A differenza di quel che pensa la gente, soprattutto gli uomini, i camperos (come gli Ugg, per dire) mantengono la temperatura corporea e per questo non scaldano e non riscaldano il piede più di quanto si immagini.
Quella volta, il mio amico e io, scambiammo solo due parole, senza neanche dirci come ci chiamassimo. (continua…)

Salutiamo quelli dietro?

4 giu

crystal70Ero per strada, tramontava il sole e dalla macchina davanti a me due bambine continuavano a salutarmi.
Perché? Per quale motivo ci mettiamo (lo facevo sempre da piccola) a guardare i guidatori dietro di noi e a salutarli con insistenza?
Io poi, con le mie cugine, mi imbarazzavo e quando qualcuno contraccambiava il nostro saluto e mi nascondevo dietro il sedile.
La cosa peggiore è sempre stata la nausea: da sempre soffro la macchina, ma nonostante tutto riuscivo a passare ore viaggiando al contrario. Poi finiva sempre che mi veniva voglia di vomitare quando arrivavo a destinazione.
Oggi quelle bambine mi salutavano, una aveva perso un incisivo e mi salutava con sorridendo come se non si fosse accorta di avere una finestrella nera tra un dente e l’altro. Io non ho ricambiato il saluto: mi godevo il sole, mi godevo la guida, guardavo dritta davanti a me senza avere la nausea e arrivata a destinazione stavo benissimo.
Poi ho salutato con insistenza il mio uomo e non mi sono nascosta quando ha ricambiato.
Oggi mi sono accorta di non essere una bambina. Domani mi compro il Crystal Ball.

SabatoNotte tanto tempo fa

4 apr

Ho ritrovato questo post e mi ha fatto un po’ tenerezza. Era il 3 giugno di due anni fa, sono passati davvero tanti mesi dal quel giorno e la mia vita è completamente cambiata, anche se alcuni punti fissi sono rimasti e ne sono davvero felice.

Scrivevo così:
“Sabato notte. Milano. Piove, piove tanto. Ricomincia, finalmente, SabatonotteGianluca Neri e Simone Tolomelli chiacchierano in penombra accompagnati dal ticchettio della pioggia, catturata dal microfono sul terrazzo. Parole, letture, storie e buona musica. Io sono qui, come capita spesso. Una piacevole costante, ogni giorno più piacevole. Direi…
Ascolto.Scrivo. Bevo Coca Cola e fumo qualche sigaretta. E’ una serata di quelle che vorresti trascorrere proprio quando piove, a Milano. Ovunque. Sono le serate che a me piacciono, quando la compagnia è buona tutto passa più leggero. Come questa leggera pioggia di giugno che porta via il caldo dei giorni passati e racconta, tra le gocce, l’arrivo dell’estate.
Domani si parte per Roma. Un paio di giorni. Buonanotte. Buon Sabatonotte.”
Questa notte è ancora Sabatonotte, in una stanza a pochi metri da me ci sono i miei amici Matteo Bordone e Simone Tolomelli e il mio uomo Gianluca Neri. Il divano su cui sono seduta ora, distrutta dal Fish&Chips e dalla pastiera napoletana che ho preparato per una cena tra amici, è lo stesso di due anni fa solo che ora è il mio divano, quello dove mi addormento la domenica tra le braccia dell’uomo sopracitato.
Ho il computer che trasmette Radionation, con un po’ di ritardo arrivano le voci dei ragazzi: questo Sabatonotte è dedicato a loro, o meglio è tutto loro. E così mi ritrovo qui da sola, per non disturbare il testosterone che vaga nello studio, a pensare al bene che voglio a quelle voci che escono dal mio computer. A distanza di due anni sono ancora qui, “abbottata” di felicità.

Nei prossimi giorni la Signorina Fiamma, il mio alter ego culinario, racconterà di quello che ha cucinato questa sera, con tanto di foto. Se siete curiosi andate qui.

Buonanotte. Buon Sabatonotte.