Archive | settembre, 2008

La torta più buona per me

30 set

Ci sono quattro donne basse, cicciotte, dalle facce simpatiche e con gli occhi chiari. Arrivano a malapena all’altezza del grande bancone di vetro che, scaffale dopo scaffale, raccoglie le delizie più deliziose che io conosca. Siamo nel ghetto di Roma, è domenica mattina e la fila esce fuori dalla piccola pasticceria che qualunque romano – ma non solo – dovrebbe visitare una volta nella vita.
Le quattro donne sono tre sorelle, almeno così ho sempre creduto io e voglio immaginarmele così, la quarta è la madre: la matriarca, il capo, colei che (sempre nella mia fantasia) ha dato il via alla tradizione di famiglia; guardando i suoi occhi s’intuisce subito che è lei la detentrice di tutti i segreti che circondano la preparazione di quei dolci ricchi di storia e di tutto quel che vuoi. Tra le tante cose che preparano al ghetto (mostaccioli, bruscolini tostati, biscotti alla cannella) c’è la torta ricotta e cioccolato, una delle cose che preferisco al mondo.

La ricotta bianca come neve è sporcata da gocce colanti di cioccolato fondente, l’impasto è racchiuso in una pasta che non permette di conoscere il contenuto della torta prima di tagliarla, la pasta dalla leggera crosta avvolge completamente l’impasto interno.
Una pasta ambrata, morbida, quasi bruciata, ma in realtà semplicemente perfetta. Si taglia come burro e il coltello rimane sporco di quella crema di ricotta e cioccolato che ti chiede di essere leccata via dalla lama.
Il primo morso è un crescendo di sapori: uova, farina, latte, ancora latte che diventa ricotta, e piccoli tocchi di cioccolato lungo tutte le papille.
Al terzo morso pensi che non riuscirai mai a finire quella fetta, ma quando poi la tua gola inghiotte l’ultimo pezzo di crosta la tua mente ti ripete un unico messaggio: ancora, ancora, ancora.

(continua…)

Un weekend romano

29 set

Ugo tira, vuole vedere chi scenderà da quel treno. Lui lo sa perché si trova lì, sono anni ormai che ripete quel percorso: salire in macchina, scendere alla stazione, cercare il binario giusto e guardare il treno arrivare.
Gli inservienti della stazione che gli urlano: “’A bello!” e lui che prosegue per la sua strada.
Io non so se realmente si renda conto del mio arrivo, ma è lì che mi aspetta. Come i miei, in un venerdì sera qualsiasi, alla Stazione Termini.
Un weekend romano che da troppo tempo non mi prendevo, Roma è presente: anche lei mi aspetta per farmi sentire a casa, mai di passaggio.

I palazzi s’illuminano il sabato mattina e scaldano le passeggiate di turisti e dei romani. Una pizza in famiglia in luogo colorato, studiato e partenopeo. Leggo l’orgoglio di mio padre nel farmi sapere che il nuovo locale è – come dice l’anziano padrone napoletano – “nu scpettacolo archite’!”.
Io sono orgogliosa di loro e loro di me. E’ tutto un piacere e Roma ne è complice.
Piazza San Lorenzo in Lucina, nascosta tra la politica e il caos del Lungotevere, ospita bambini in bicicletta, padri in attesa di un caffè e tavolini pieni di gente. Mi è sempre piaciuta questa piazza, trovo sia il salotto buono al centro del grande appartamento che è Roma, che più che un appartamento sembra una comune.

(continua…)

Mi diverto. Ve lo volevo dire.

26 set

Faccio una caccia al tesoro internettara e nascondo piccole scatole trasparenti con il mio uomo in giro per il quartiere.
Guardo la nuova serie di 90210 come quindici anni fa (anche se Brenda e Kelly sono amiche…mah!), ma preferisco Gossip Girl.
Ho mangiato per la prima volta in vita mia le ganache (mi pare si chiamino così) di Peck e sono rimasta colpita al cuore da quel leggerissimo biscotto, coloratissimo e friabile, che umile come non mai lascia spazio in bocca al sapore delle creme che lo farciscono. Quelli al pistacchio sono sublimi.
Sono riuscita a comprarmi una sciarpa di seta a quadri colorati mentre aspettavo che mi preparassero dei kebab.
Ho rimesso la trapunta e mi sono sentita subito pronta per addobbare l’albero.
Ho in mente una fantastica cena di Halloween, non so perché.
Aspetto che tornino da Londra due carissimi amici. Mi mancano.
Ultimamente ho ripreso la mano in cucina facendo la felicità dell’uomo citato poco sopra.
Ho ripreso con Condor, ho passato una bella estate e la testa pensa già alla Blogfest2009.