Archive | gennaio, 2007

C’è stata l’Aurora

31 gen

Naturalmente non parlo di quella boreale. Parlo di Auro che ho conosciuto l’altra sera a Macchiaradio.
Era lì con la sua Franziska, così la chiama lei la sua macchinetta fotografica, ma io come mio solito ero oziosamente affaccendata a cantare una canzone di Syria e a non-commentare il Grande Fratello 7 e non mi sono accorta di nulla.
Poi l’altro giorno mi chiama uno che conosco e mi dice:
«C’è una tua foto su Flickr!»
Aiuto!
Imbronciata come mio solito, mani piccole e un braccialetto pieno di campanelli.
Non mi riconosco molto soprattutto vista in bianco e nero, ma la foto mi piace.
Bella sorpresa.

L’Internazionale ha approvato le Quote Rosa

29 gen


Non avrei mai voluto mettermi a parlare bene dell’Inter.
Non è di certo la squadra che detesto di più, ma non è la A.S.Roma.
Io resto comunque affezionata a quello scambio classico di battute alla romana che, di solito, si conclude così:
«Ciao e Forza Roma!»
«Sempre Forza Roma!».
Sono legata a dei modi di dire e di fare che mi appartengono da qualche anno, ma pur sempre una sportiva a cui piace il calcio.
Seguire le azioni, esaltarmi per una palla che entra in porta tracciando una traiettoria perfetta, soffrire per una punizione, pregare per una parata.
Mi diverto se c’è la Champions League e a guardare la Nazionale, ma quando si tratta del campionato di Serie A conta solo la Roma, per me.
A volte, però, capitano cose che proprio non ti aspetti e ti viene naturale parlare bene di una squadra.
Anche se è l’Inter.
Anche se non perde da 14 giornate.
Anche se c’è Mancini.
Anche se ci sono Stankovic e Ibrahimovic.
Anche se hanno i tuoi ex Dacourt e Samuel.
Ok, arrivo al dunque: le donne allo stadio pagano il biglietto ridotto.
Si, capito bene. Sconto del 30%!
Io sono per la parità dei sessi, ma ci sono tante donne che vanno allo stadio solo per fare un piacere o stare accanto al proprio uomo (lo trovo assurdo, ma è così) e questa cosa di sicuro permette di andare più volentieri allo stadio insieme.
E così va a finire che anche io, che in realtà avrei pagato qualcunque cifra per vedermi dal vivo Inter- Roma, ho pagato solo 22 euro per vedere la partita in un gran bel punto dello stadio: settore 248, secondo anello, zona rossa.
La vista dal punto dove siederò è più meno quella che potete ammirare nella foto alla vostra destra.
Ora ho il biglietto. Sarò una romanista tra gli interisti, ma so mantenere un certo self control…spero di doverlo mantenere. Già, perchè nonostante la rinomata scaramanzia romanista, spero proprio che la “Magica” faccia la sua porca figura.
E poi voglio godermi lo spettacolo.
Non sono mai stata a San Siro, in molti lo chiamano la Scala del calcio (che poi non sono mai andata neanche alla Scala, ma è un altro discorso!) e sono curiosa di sentire che effeto mi farà. Che brividi sentirò, che sfottò ascolterò, che profumi caratterizzano questo stadio storico.
Sono abituata al mio bello, ma brutto, Stadio Olimpico, al calore dei miei cori, al colore della mia curva.
Già i colori. Quelli non credo mancheranno visto che di romanisti in trasferta a Milano ne arrivano sempre tanti.
Spero di uscire felice, che sia per lo spettacolo o per il risulatato poco importa.
Tanto questo è l’anno dell’Inter no?
e via quelle mani da lì!
…Cafoni, sono una signora.

E ci scoccia pure se passiamo per cretine?

28 gen

AdnKronos “Moda, 8 donne su 10 si ammalano per il look”

Ovvero, quando dire Fashion Victim non è solo una frase fatta.
A lanciare l’allarme (la notizia poi ovviamente l’ha rimarcata con un servizio un Tg pregno di notizie…) è una ricerca del mensile “Salute Naturale” (Edizioni Riza), in edicola il 29 gennaio, che ha studiato il rapporto fra abiti, accessori e malessere fisico di 986 donne italiane di età compresa fra i 20 e i 55 anni.
Sembra che all’82% delle donne capiti o sia capitato di accusare malesseri e disagi per colpa dell’abbigliamento o degli accessori che indossa. Problemi di circolazione, sudorazione eccessiva, dermatiti, calli ed escoriazioni ai piedi.
La causa? Abiti dalle taglie troppo piccole, scarpe dai tacchi impossibili, tessuti non traspiranti o borse pesanti.

Diciamo che siamo cretine. E mi ci metto anche io visto che ormai i jeans li preferisco a vita bassa o che la mia borsa è sempre troppo pesante. Mi rifiuto, però, di sentirmi scomoda.
Come si fa a sentirsi belle quando si sta scomode?
Che poi, donne, guardate che vi si legge in faccia che il perizoma ormai è diventato il migliore amico, suo malgrado, del vostro fondoschiena, che il seno sembra enorme per poi cadere rovinosamente appena slacciate il primo gancio, che con i tacchi non ci sapete camminare.
Sì, lo so, sono una donna anche io ma non voglio morire!
Per belle apparire bisogna soffrire, non è una legge.

La cosa più assurda che emerge dalla ricerca?
Sempre secondo il mensile Salute Naturale, per il futuro il 34% delle donne sogna abiti dimagranti, il 26% tessuti massaggianti e il 14% vestiti antisudore.
Cioè, nessuna sogna di sentirsi bella anche se vestita con cose più comode, sexy ugualmente, ma più adatte al proprio fisico.

Che poi guardate che la sottoveste di Kim Basinger non era tanto aderente….era lei ad essere bella.

Riflettete…
e va bene riflettiamo!