Archive | ottobre, 2006

Sapessi come è strano…

28 ott

…passare questo sabato a Milano.
Sarei dovuta andare a fare un week end al lago ma ho rimandato alla prossima. Troppi incastri di orari, trasferimenti. Mi devo organizzare meglio. Ho deciso così di passare una giornata di frenetico shopping milanese. Assurdo. Io che continuavo a ripetermi che Milano nel fine settimana si svuota e invece mi sbagliavo. C’era un casino di gente sono partita a mezzo giorno e mi sono fatta circa sei ore di passeggiata intervallata da ingressi in vari negozi.
La gente a Milano spinge ed è la cosa più fastidiosa. Cacchio è sabato pomeriggio, calmi! Sembra che tutti abbiano paura che scappino i maglioni o ci sia una fuga di gonne. Ma che avete paura che i negozi chiudano improvvisamente?
Non vado spesso a Via del Corso di sabato quando sono a Roma in effetti ma ho avuto l’impressione che a Milano ci sia molta più gente che compra. E comprano di tutto: collane, bracciali, gelati, gonne, cappotti, costumi, completini intimi.
Io ho fatto la mia parte, naturalmente ma con moderazione. Devo dire che La Rinascente del Duomo è molto più bella di quella di Roma. Ma non le fanno tutte uguali tipo Upim?
Ci sono certe giapponesi (o cinesi non lo capisco mai) che se ne vanno in giro vestite come in Sex and the city, sfrecciando con quelle gambette corte davanti a ragazzotti con il bomeberino (si, ancora c’è il bomberino. Mah). Coppie milanesi di una certa età che passeggiano a braccetto lamentandosi di questi “giovani d’oggi”. Madri con figlie in preda a crisi di panico e commesse isteriche che non vedono l’ora che arrivino le otto.
L’altro fatto strano è che oggi c’è il derby della madunnina e nessuno sembra se ne sia reso conto. A Roma siamo prorio più passionali. C’è un silenzio in giro, il giorno del derby, che è incredibile. Si percepisce chiaramente la tensione nelle facce dei passanti. C’è chi si guarda intorno con circospezione, sia mai spuntasse una sciarpetta da sotto la giacca di chi ti sta accanto che parte subito lo sfottò; c’è chi si dice cose sottovoce, come se stesse per mettere in atto un piano diabolico. Qui no. Ho visto solo un ragazzo che accendeva un fumogeno azzurro in piazza del Duomo. Lui da solo, con qualche amico intorno. Niente cori, sciarpette, inni. Niente.
Alle sei a Roma sono già tutti all’Olimpico e nell’aria c’è puzza di derby. Non so descrivervela ma gli occhi dei tifosi hanno una luce diversa. Questa sera vedrò Milan-Inter a casa di amici…come andrà non lo so. Io sarò imparziale perchè tanto è della Roma che mi interessa. Che vinca il migliore…se mai ce ne è uno!
(e non fate polemica se passate di qua. La fede è fede. Io tifo Roma, Roma e basta)
Buona serata tifosi.

parto dolcemente…

27 ott

Premessa: il mio orologio biologico non è ancora scattato. Assolutamente, no!
Ma leggendo La Repubblica oggi mi è cascato l’occhio su un articolo di cronaca dal titolo “Una stanza arancione per partotire” che mi ha portato molto indietro nel tempo, ma anche molto avanti. A parte l’uso dell’arancione, un colore che trovo esilarante e caldo allo steso tempo, l’articolo parlava dell’apertura di una “casa del parto” all’interno dell’ospedale Buzzi di Milano. Sarà aperta da metà novembre e consentirà alle partorienti di vivere il momento del travaglio e del parto in un ambiente confortevole e rilassante. Tutto bellissimo, considerando anche il fatto che non si parla di un cambiamento solo a livello architettonico, ma sembra che anche tutto il personale dell’ospedale sarà impegnato in una «svolta per l’umanizzazione del parto». Insomma, si cercherà di andare incontro alla mamma e al nascituro con maggiore tranquillità permettendo alle mamme di non dover, oltretutto, sopportare l’angoscia di un parto traumatico. Ho visto spesso “Reparto maternità”, la docufiction ambientata al San Camillo di Roma che raccontava le storie e i parti di tante donne. Non è che fosse proprio una passeggiata guardare quei momenti e sicuramente esserne protagoniste lo è ancor meno. Detto questo, l’articolo parla delle stanze arancioni come una vera “innovazione” e a quel punto sono tornata indietro di 26 anni, a quel cuscino caldo che mi accolto appena nata. Una partenza dolce.
Mia madre e mio padre sapevano che sarebbe stato un momento importante, da vivere rilassati, e così si documentarono e mi fecero nascere con il metodo Leboyer, inventato dal ginecologo francese Frédérick Leboyer e noto come “parto dolce”.

Fra le condizioni poste da Leboyer si ha che:
Dopo il parto il bambino possa riprendersi dallo stress sull’addome della madre affinché contunui a sentirne il calore e il battito cardiaco.
Alla madre e al bambino venga lasciato un po’ di tempo per “conoscersi”.
Qualora possibile tutte le operazioni che coinvolgono il bambino dovrebbero avvenire in modo molto delicato, evitando rumori, movimenti bruschi e luci troppo intense.
Le sale parte dovrebbero corrispondere a questa esigenza, dovrebbero essere quindi degli ambienti confortevoli, isolati acusticamente e senza luci troppo intense.

Così è stato. Mi permetto quindi di dire che non si tratta di un’innovazione ma solo dell’attuazione, giusta e da esempio per altri ospedali, di un metodo che a me ha permesso di nascere senza traumi. In sottofondo un disco di Chopin (ricorda mia madre) accompagnava i miei primi vagiti, mio padre tagliava il cordone ombelicale mentre la mia mamma mi abbracciava teneramente.
Come dicevo il mio orologio biologico non è ancora scattato, ma vorrei tanto poter fare ascere i miei fututri figli in tutta tranquilllità, con la dolcezza che si meritano.
Tanto poi quanto sia incasinato questo mondo lo scopriranno da soli…un po’ come me.

p.s. Mio padre a poche ora dalla mia nascita leggeva “La Repubblica”, per essere precisi.

ricetta pensata

24 ott

Ma voi quando cucinate siete concentrati solo sugli ingredienti? Io non ci riesco. Per me cucinare è un antidoto antistress e soprattutto per avere le mani occupate?pensando. Tipo quando tempo fa facevo il Plum cake. Quella che segue l’ho scritta un po’ di tempo fa, ma sono sicura che ce ne scriverò altre…
La ricetta è vera e se riuscite a seguirla avrete ottimi risultati
?alla prossima ricetta pensata.

PLUM CAKE: 50gr. di mandorle e noci, 150 gr. di burro, una bustina di lievito per dolci, 200 gr. di zucchero, 300 gr. di farina, 2 cucchiai di rum, sale q.b., 5 uova, un limone e una arancia.

Impasta, dosa, monta a neve, aggiungi, glassa…Questo è il mio vocabolario antistress.
UNISCO I TUORLI CON LO ZUCCHERO E SBATTO CON LA FRUSTA FINCHE’ IL COMPOSTO NON DIVENTA BIANCO E SPUMOSO.
Credo che non lo vedrò mai più. Se voleva farsi sentire lo avrebbe già fatto.
SCIOLGO IL BURRO A BAGNO MARIA.
Che poi chi sarà questa Maria? Di sicuro lui la conosce, il bastardo!
UOVA E ZUCCHERO SON BEN MONTATI
Troppo montati. Ohi mica ce l?avete solo voi! Ilaria stai parlando con una crema per dolci. Torna in te! L?assaggio.
Mmmmh, il sapore di quando ero piccola e papà mi preparava lo zabaione. Com?era buono e come lo mangiavo volentieri. Uno zabaione che a quei tempi non si adagiava dolcemente sui fianchi, a meno che non ce lo spalmassi direttamente sopra.
VERSO I DUE CUCCHIAI DI RUM, (due cucchiai al plum cake, uno a me). IL BURRO SI È SCIOLTO, ORA LO AGGIUNGO ALLE UOVA CON LO ZUCCHERO, UNISCO ANCHE LA FARINA SETACCIATA E IL LIEVITO. GRATTUGIO LA SCORZA DEL LIMONE E DELL?ARANCIA E LA UNISCO AL COMPOSTO.
Profumo d?estate e limoni freschi. Menta, ghiaccio e già penso al mojito e a quella notte. Altro che ciotole sporche e piatti da lavare. Bagno di notte e gran sesso.
E INTANTO MONTO GLI ALBUMI A NEVE BEN FERMA, quanto vorrei andarmene un po? in montagna, magari in Trentino dove c?è l?aria buona. Certo che poteva farsi sentire, magari mi poteva invitare a sciare. Vin brulè, biscotti e una baita. No, questa volta non mi batte, vinco io e non lo chiamo più!
RIUNISCO TUTTI GLI INGREDIENTI, MESCOLO BENE E VERSO IN UN RECIPIENTE RIVESTITO CON CARTA DA FORNO. CI BUTTO LE NOCI, LE MANDORLE E FACCIO UN INCISIONE AL CENTRO. IN FORNO A 180° GRADI PER UN?ORA.
Sessanta minuti. Aiuto, troppo tempo devo assolutamente tenermi occupata mani e mente. Lo devo fare. Cacchio no, il telefono no. Non lo devi guardare, ferma, ferma??Ciao come stai? Ho fatto un plum cake ne vorresti una fetta??
E? PRONTO, SPOLVERIZZO CON ZUCCHERO A VELO

Ha vinto lui. La prossima volta preparerò qualcosa di più complicato!