Archive | ottobre, 2006

Sitting on the dock of the bay

31 ott

I’m sitting here resting my bone…ed è quello che faccio mentre questa musica va in onda sul mio televisore come colonna sonora del film della mia infanzia: TOP GUN!
Cruise_topgun_tease300w
Che bello quando ripropongono questi film che non ti aspetti. Oggi come oggi Tom Cruise non mi piace proprio per niente, ma cacchio come era figo in Top Gun. Lo so magari non è un filmone, ma mi ricorda sempre quei primi film che vidi da adolescente. Quei film che hanno dato le basi a tutte quelle della mia età per i film che ci facciamo oggi in testa, anche a 26 anni. Le storie d’amore, quelle perfette che vorresti sempre capitassero a te. Top gun, cocktail, Dirty Dancing, Ufficiale e gentiluomo, Giovani-carini e disoccupati. Storie perfette perchè se li mixi per bene avrai la storia perfetta (ma esiste la storia perfetta?).
Io direi di farla così: Ethan Hawke, con il sex appeal di Tom Cruise in Top Gun fa il figo, come Richard Gere in Ufficiale e Getiluomo. Poi c’è Baby che è scapestrata e incasinata come Winona Ryder in Giovani, carini e disoccupati, ma intelligente e intraprendente come l’insegnante Kelly McGillis in Top Gun. Scena di sesso alla Top Gun, perchè merita (anche se poi qualche hanno dopo ho visto Nicolas Cage in Zandalee, vabbè sorvoliamo). Casini di gelosie e amicizie sbagliate come in Cocktail, genitori che mettono i bastoni tra le ruote e per finire “Nessuno può mettere Baby in un angolo” e lui la solleva e la porta via come in Ufficiale e Gentiluomo.
Lo so è solo un film.
“SE TU MI GUARDI MI SENTO UN RE…GREAT BALLS OF FIRE!”
Beh io continuo con i miei film.
notte bloggers poi ora c’è la scena in cui muore Goose…e si piange non vorrei bagnare la tastiera.

p.s. per chi non fosse interessato ci sono Le Iene …o Ballarò.

venghino signori, venghino

30 ott

Non sono un tipo da mercato. Non riesco mai a trovare qualcosa che mi vada bene. Magari meglio un negozio dell’usato, tipo quelli in Via del Governo Vecchio. Questa mattina però, vista la lunga giornata libera, ho deciso di fare due passi, la spesa, insomma cose da donne. Cammina, cammina mi sono imbattuta nel mercato che ho cercato tanto qualche sabato fa: quello in Via San Marco, a Milano. All’inizio mi è sembrato un semplicissimo mercatino, normale: verdura, frutta, padelle, cestini in vimini. Addentrandomi un po’ di più la puzza del pollo arrosto ha cominciato a mischiarsi con l’odore dei fiori, quello del pane appena fatto al profumo delle zucche. Poi eccole lì, le scarpe. Di solito diffido di quelle che trovo al mercato, ma cavolo lì c’erano D&G, Miu Miu, insomma marche vere, serie. Magari avevano solo un numero per paio, di solito il 36, ma erano belle e costavano, troppo. Altro che mercato! Vado un po’ avanti e dopo i calzini scorgo dei bei maglioni: morbidi , leggeri, soffici. Che meraviglia, ma guarda che bella roba che hanno i mercati a Milano e poi alzo gli occhi e noto il cartello sopra la mia testa che recita: “cachemire”. Cardingan, gilet, dolcevita che costavano tra i 99 i 200?. Pazzesco fino a due secondi prima sentivo puzza di pollo bruciato e poi ho sentito puzza di mani bucate. Scappa Ilaria, scappa. Niente cachemire per oggi.
Venghino signori, venghino, alla faccia di chi diceva che la Milano da bere era morta. Dovevate vederle quelle donne con i loro tacchi a spillo, le borsette a baguette e il cerone sulla faccia ammucchiarsi nei cesti pieni di cachemire. Che meraviglia, guardarle. Magari sono diminuiti gli alcolisti…ma secondo me il cachemire può dare dipendenza. tra qualche anno apriranno centri dove vecchie signore milanesi si guarderanno in faccia dicendosi: “Ciao sono Laura e ieri ho comprato il mio ultimo maglione di cachemire”.
Preferisco un sorso di vino, anonimo. Cin!Cin!

scarpini

28 ott

C?è una cosa che mi affascina, una sensazione che nasce da un suono che solo certi uomini sanno suscitare. Sui campi di calcio, prima di una partita degli allievi o della prima squadra, mi capitava spesso di pensare a tutto quello che significava quel rumore.
E? un suono tanto semplice quanto particolare e unico nel suo genere: il rumore degli scarpini dei calciatori nel momento in cui escono dallo spogliatoio e si dirigono, tutti insieme, verso il campo. Quel rumore di squadra, di quadricipiti scolpiti, di tendini tirati. Sento un brivido che corre sinuoso lungo la mia schiena, lo stesso che solo la tensione pre gara sa regalare, è come se fossi uno di loro.
I tacchetti di ferro si appoggiano uno per uno al suolo, non è un rumore compatto, il piede non si lascia andare incontrollato. E? un movimento naturale, equilibrato ma deciso. Dal tallone alla punta dell?alluce quei piedi deliziosi si appoggiano sul cemento duro. Gli stessi scarpini che poco dopo si sporcheranno di fango, affonderanno nell?erba sfregando contro il cuoio profumato del pallone, ora scorrono lucidi, tirati come guanti neri da assassino, avvolgendo il piede e costringendolo in lacci accuratamente annodati.
Ho avuto diverse volte l?occasione di sentire quel rumore che solo sa darmi la sensazione di un gruppo di uomini pronti, carichi, con un obiettivo nella testa.
E? un tacchettio rumoroso, come se invece di camminare ogni giocatore schiacciasse una noce o mordesse una mela croccante. E’ come una grandinata in piena estate.
Conosco il rumore delle mani che fanno forza sullo schiaccianoci, quello delle mascelle che schioccano e anche quello della grandine che rimbalza sull?asfalto duro e mi incuriosiscono ogni volta, ma non hanno il potere di emozionarmi come quei tacchetti di ferro.
L?idea che quegli scarpini sorreggano i corpi di uomini allenati, nervosi e vibranti è, senza dubbio, l?elemento che più eccita i miei sensi. Nel silenzio croccante di quel cemento calpestato e maltrattato vedo la squadra sfilarmi davanti e sento il cuore di ognuno battere, il collo sciogliere le ultime tensioni. Una volta passati tutti i giocatori capita spesso di sentire in lontananza arrivare di corsa l?ultimo giocatore, in un ritardo piacevole, e i suoi scarpini sono soli, i suoi piedi schiacciano il cemento velocemente e il cuore batte più forte. Mi trovo come inseguita da uno sconosciuto. Quando tutti hanno raggiunto il campo i giocatori diventano ragazzi, come tanti, che si divertono e fanno divertire tirando calci ad un pallone. Io rimango lì, in quel tunnel e ripenso a quegli attimi, da godersi fino all?ultimo perchè quei tacchetti a fine partita non saranno più gli stessi. L?erba e il fango ne attutiranno il rumore non lasciando più spazio alla mia immaginazione.