mah…l’uomo nuovo
23 set
Ogni volta che vedo un “uomo nuovo”, per caso, perché qualcuno me lo presenta o perché ci sbatto contro comincio con una serie infinita di piccoli test mentali che s?incastrano fino a dar il suo responso.
Maggioranza di A, B o C?
Insomma lo squadro senza farmi vedere, lo scannerizzo (entro i limiti del possibile?capisci a me!) e ne ricavo un?idea che il più di volte mi permette poi di assumere l?atteggiamento più consono. Ci tengo a precisare che questo meccanismo scatta verso tutti, più con gli uomini che con le donne, ma senza che per forza io mi debba infatuare di quell?uomo nuovo.
Occhi? Ok. Anche se è difficile continuare lo scanner se non mi colpiscono?e se mi colpiscono molto è peggio!
Bocca? Difficile trovarne di belle e per belle intendo tutto il pacchetto completo: denti, labbra e sorriso
Naso? Un naso importante di solito lo preferisco, non so è una fissa che ho da sempre anche se non sono legata a teorie maliziose!
Mani? Mmmh non troppo magre ma grandi!
Spalle? Sono fondamentali molto più di quella stupida teoria che le donne guardano il sedere. E? fondamentale, secondo me, una schiena e delle spalle da uomo, larghe e potenti.
Poi passo ai vestiti, le scarpe e oggetti extra occhiali, bracciali, collane, anelli, calzini?
Questa sorta di lavoro da CSI sulla scena del crimine lo faccio, dicevo, a prescindere dal fatto che l?uomo mi piaccia fisicamente, quindi provochi in me una qualche sensazione che superi il piacere, spingendomi verso l’eros.
Poi divento molto più rigida nei giudizi per quello che riguarda un uomo che mi piace, fatto sta che sono poche le volte che mi capita di dire realmente: MI PIACE TIZIO O CAIO?
Tutto ciò non vuol dire che conta solo l?aspetto fisico ma non credo a chi dice ?ah, io non ci faccio caso al fisico, preferisco conoscere le persone!? Cavolo, non è che io non voglia conoscere le persone ma il bello è che tutti questi test fisici li faccio proprio mentre un’altra parte del mio cervello ragiona e dice: oddio, ma che sta dicendo questo? Oppure: questo è un tipo davvero interessante ci parlerei per 3 giorni di seguito senza interruzioni, accompagnati solo da vino e sigarette?
Non è proprio come il bianco o il nero, il giorno o la notte, ma diciamo che in un cervello diviso, per tutti, in cartelle e sotto cartelle mi sono creata i miei due/tre macro gruppi da cui partono le mille divisioni tra le persone che poi si ritrovano ognuno con la sua cartella, con la sua colonna sonora e il suo odore.
Poi però accanto a tutto questo meccanismo, lo ammetto molto cervellotico, c’è la pancia. La pancia è fondamentale per rendere reale ogni conoscenza, è il modo per capire che sei vivo, che non sei un computer fatto solo di cartelle e cartelline, è il luogo dove tutto si crea e si distrugge.
E, se la pancia risponde Sì, è fatta!























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