Archive | settembre, 2004

Roma-Enzimi Festival 2004

11 set

Rockaz.net

Piazza Vittorio, attraversando i cancelli in ferro battuto è Enzimi Festival. Infopoint, ristoranti, una libreria, il cinema. Appena entrati, sulla destra, si trova uno dei luminosi stand arancioni, difficile da non notare. Un ragazzo alto e moro vende magliette “pop”. Il suo nome è Hardo Rockaz, naturalmente un nome d’arte. Hardo Rockaz vuole mantenere un’identità nascosta, qualcosa però siamo riusciti a scoprirla. Partiamo dall’infanzia, perché Rockaz a 11 anni era un piccolo Zorro che seguiva la musica hip hop, andava sullo skate e guardava i film culto americani che qualsiasi writer che si rispetti ha visto almeno una volta nella vita: Wild Stile e Beat Street. Si firmava Zed: forse qualcuno il suo marchio l’ha trovato sul muro sotto casa o sulla metro che stava per prendere. Dall’88, per quasi cinque anni nella zona tra Eur e Spianceto, si aggirava con il suo gruppo e si esprimeva disegnando sui muri.
Il fenomeno dei writers nasce a New York, intorno agli anni ’70, come mezzo di espressione per i ragazzi dei ceti più bassi. Ci sono due “scuole”: i writers, che puntano solo a coprire quanti più vagoni della metro sia possibile con i propri tag (le loro firme), usando uno stile veloce, per questioni di tempo, curati soprattutto nel lettering. Poi ci sono i graffitari, che ricoprono i muri delle periferie dando molta importanza al disegno, realizzando quasi dei veri e propri murales, delle vere e proprio scenografie metropolitane.
Il nostro Hardo Rockaz fa parte di questa secondo stile ma smette di fare il writer quando quest’attività comincia a diventare un fenomeno di massa. Cresce, comincia a lavorare e si appassiona di musica e cinema. Cambia il suo nome in Hardo Rockaz e comincia con la sua crew a progettare nuove forme di comunicazione. Nel ’96 nasce il progetto Rockaz®. Il termine deriva dallo slang rockers, gang inglese di appassionati di rock vissuti intorno a metà degli anni ’50. “To rock”: spaccare. I rockers sono un gruppo che “spacca” in senso figurato, cioè fanno qualcosa di innovativo. Disegnano ancora graffiti alla periferia di Roma (operazioni di writing soprattutto promozionali), effettuano sound system con diversi artisti romani, hanno uno studio di registrazione che produce musica, stanno per mettere on line un portale di divulgazione di eventi.
Per finanziare tutto ciò nasce l’idea delle magliette. Quelle che trovate nel primo stand a destra di Piazza Vittorio e che troverete in vendita on-line verso fine settembre sul sito www.rockaz.net.
Icone del cinema come Marlon Brando in “The Godfather”, Al Pacino in “Scarface”, Uma Thurman in “Pulp Fiction” diventano i simboli della cultura pop. Colori sgargianti e stile graffitaro, schizzi nati dalla penna di Hardo Rockaz che digitalizzati diventano pezzi in serie limitata. Tra le magliette esposte ci sono anche i lavori di altri artisti: Vandals inside, Trustever, Roman Skateboard, Law and Order, Why Stile. Nuove firme di Roma, con un ricco background fatto di hip hop, rap, skateboard e fumetti.
Ilaria Mazzarotta

Per Enzimi 2004

Roma-Enzimi Festival 2004

11 set

Odissea in forma di Pop, tra Lennon e Battisti

Giovani, bambini, anziani. Qualche cane, che forse qualcuno ha già ribattezzato Argo. Questo il pubblico, attento e curioso, che ha assistito ai tre odierni aedi che hanno interpretano e colmato di nuovi suoni e moderne canzoni la storia di Odisseo. Ricco ed emozionante, il viaggio di quest’uomo ci viene narrato con voce dolce da Monica Demuru, accompagnata dai ritmi del contrabbasso di Ferruccio Spinetti e dalle variazioni vocali di Petra Magoni. Un repertorio che spazia dalla musica antica, a Battisti e Mina, per finire con una raffinata interpretazione dell’eterna “Immagine” di John Lennon. “La scelta dei brani proposti – come raccontano gli stessi protagonisti di quest’originale “Odissea Pop-sconcerto in versi e canzoni” – è stata fatta in base ai sentimenti che questa opera ci ha suscitato. Emozioni sempre molto attuali, perché quella di Odisseo è una storia moderna. Abbiamo associato le canzoni a quelli che potevano essere i sentimenti dei personaggi. Inoltre, tre composizioni sono nostre”. L’esordio romano dei tre artisti, che provengono da esperienze musicali trasversali, dal jazz al pop estremo, dal rock alla canzone italiana, è stato applaudito a lungo. Un debutto notturno, in un luogo come Piazza Vittorio, che ha “spiazzato” sia gli interpreti sia il pubblico. “Eravamo comunque certi – continua Monica Demuru – che l’Odissea poteva funzionare anche nel cuore della notte, in una location come questa. Cercavamo un lavoro poetico che avesse una forza narrativa intensa, che rinunciasse alla scelta tutta novecentesca del frammento. Abbiamo pensato all’opera di Omero perché il momento storico che stiamo vivendo ha un forte bisogno di “cucire le fila” e quindi cercavamo qualcosa di profondamente narrativo. Questo poema epico, oltre ad essere attuale e raccontabile, è ricco di varianti ed estremamente strutturato al suo interno. E’ una forma cornucopia che può accogliere molto dentro di sé, ma, allo stesso tempo, è sempre disponibile ad essere trasformata da altre forme poetiche e musicali, le quali hanno, tutte, una caratteristica comune: il verso. La forma poetica basilare, la più antica, che accosta le parole per allitterazione, per senso musicale. L’Odissea, che era già musicale di suo, anche in versi sciolti, poteva essere arricchita da qualunque tipo di musica.”. Questa variante dell’Odisseo ha fatto calare un silenzio attento sulla piazza. In tanti avranno improvvisamente ripercorso i tempi della scuola, quando Omero era un nemico, imposto e noioso. Forse, se l’avessimo imparato ascoltandolo in questa versione “sconcertante” l’avremmo apprezzato di più. Gli inserimenti ironici del musicista casertano Ferruccio Spinetti, senza esagerazioni, hanno reso ancora più interessante i venti, lunghi, anni di viaggio di Odisseo. Le epiche vicende d’amori, eroi, guerre e viaggi, raccontate così, saranno la sicura ninna nanna della figlia di Petra Magoni, sul palco in dolce attesa.
Ilaria Mazzarotta

per http://www.enzimi.com/2004/it/magazine_gxg_dett.asp?col2=11&id=1016

Roma-Enzimi Festival 2004

9 set

Attraversando la metropoli

Attraversare: passare attraverso, percorrere passando da una parta all’altra, perciò vivere e sperimentare. Capita spesso di attraversare istanti della nostra vita, passargli davanti, magari più volte, senza riuscire ad afferrare per sempre quegli attimi. La stazione Termini di Roma è il luogo di passaggio di molte anime. Chi parte, chi torna, chi non vorrebbe partire o chi non vorrebbe tornare. Gente che si abbraccia, che urla, che scherza o semplicemente resta in silenzio davanti a un binario. E’ all’interno di questo snodo metropolitano che il gruppo di teatro romano Margine Operativo (www.margineoperativo.net) ha dato il via, per il quarto anno consecutivo, ad “Attraversamenti Multipli”. Ideato e coordinato da Alessandra Ferraro e Pako Graziani; promosso dal Comune di Roma, dalla Provincia di Roma e dal Municipio Roma X; in collaborazione con: Zone Attive, Metro S.p.A, Grandi Stazioni, Cotral ed Enzimi. Un progetto che riunisce performance, teatro, installazioni, video e dj set. Prima tappa di un viaggio che si concluderà in occasione della Notte Bianca e che, per il terzo anno consecutivo comincia proprio all’interno di Enzimi.
“Attraversamenti Multipli è nato nel 2001, grazie al supporto di Zone Attive, – ricorda Alessandra Ferraro di Margine Operativo – quindi ci fa sempre piacere attraversare con le nostre performance il corpo multisfaccettato di Enzimi”. Sei ore di eventi e performance che hanno catturato, anche solo per pochi attimi, l’attenzione del “popolo che attraversa”. “Le reazioni del pubblico negli anni sono sempre positive. Ci piace poter riuscire a creare una sospensione temporale, anche minima, nella vita quotidiana dei passanti. Riuscire a scardinare tutto ciò, anche solo per pochi minuti ci sembra interessante. Noi – continua Alessadra Ferraro – come Margine Operativo, puntiamo su un’arte non autoreferenziale ma che sappia parlare al proprio tempo e alla propria contemporaneità, connettersi con luoghi come la stazione. Questo luogo duro, con i neon e il suo flusso continuo ci affascina e c’ispira”
Snodo centrale di “Attraversamenti multipli” è “Teleradio Metropoli”, la tv-radio live experience organizzata da Margine Operativo e Riot Generation Video che ha diffuso i suoi messaggi, la sua musica e i suoi video. Una televisione live e una radio performativa che racconta la metropoli e le sue mille voci, intervallando le altre azioni performative. Tra le performance anche l’installazione sociale “Amici”, dell’Accademia degli Artefatti, che ha regalato con i suoi personaggi-reali in vetrina amicizie, futuri amori o anche solo un po’ di compagnia a chi guardava divertito i videomessaggi. “Un’installazione sociale in divenire che vuole smontare e ribaltare i meccanismi dei rapporti umani e delle nuove forme di reality fiction”: spiega Elio Castellana ideatore del progetto.
Il Tony Clifton Circus ha partecipato con il breve, crudo, ironico e cinico: “Mi dà igual” facendo riflettere il pubblico sulla diversità, e per un attimo tutto è sembrato tacere. Il programma in continuo divenire era composto anche da: performance di danza di Catia Dalla Muta, reading di Roberto Latini del Fortebraccio Teatro, l’installazione-performance “Il Castello Interiore” dei Casina Benedetta e i paesaggi sonori di Mad Pat. L’evento-organismo degli “Attraversamenti Multipli” continuerà il suo viaggio nelle giornate del 14 settembre, presso la Metro Numidio Quadrato, e il 18 in occasione della “Notte Bianca”, presso la Stazione Metro Anagnina. Giunto ormai al decimo anno di attività il nucleo di “margine Operativo” continua a dedicare a Roma e alle metropoli del mondo la sua attività. “Attraversamenti multipli” è un atto d’amore verso la metropoli e i suoi abitanti.
Ilaria Mazzarotta

Per Enzimi 2004